24
Nov
2006

Il primo dopoguerra, la Repubblica di Weimar e la depressione del 1929

CAPITOLO QUATTORDICESIMO
IL DOPOGUERRA, LA REPUBBLICA DI WEIMAR
E LA DEPRESSIONE DEL 1929

1. Il dopoguerra

La crisi del dopoguerra
A eccezione degli Stati Uniti, tutte le altre nazioni attraversarono nel dopoguerra un periodo di crisi economica: in Europa, seppur con percentuali differenti, l’inflazione fu un fenomeno comune a tutti i paesi e ridusse drasticamente il potere d’acquisto dei salari. L’economia europea divenne dipendente da quella statunitense; ci fu inoltre una riduzione degli investimenti che incise negativamente sulla produzione.

La coscienza sociale

Si manifestò in questo periodo una rinnovata coscienza politica, che diede luogo a molteplici movimenti sociali in tutti i paesi, quasi sempre repressi. Enorme fu l’influenza che esercitò la rivoluzione sovietica, che testimoniava la possibilità di vittoria delle masse popolari.

La disoccupazione in Inghilterra

L’Inghilterra perse la supremazia sul commercio mondiale e venne investita drammaticamente dal fenomeno della disoccupazione: a seguito della concorrenza degli Stati Uniti, dovette drasticamente ridurre la produzione. Anche nelle colonie, particolarmente in India, cominciavano a manifestarsi problemi di destabilizzazione.

Il Partito laburista
E’ in questo periodo che il Partito laburista divenne l’antagonista storico del Partito conservatore, a danno delle forze liberali; il successo dei laburisti era dovuto al radicalizzarsi della lotte sociali, che investì in maniera drammatica il paese.

L’indipendenza dell’Irlanda
Nel 1921 il Regno d’Irlanda divenne indipendente, anche se si staccò la regione protestante e industriale dell‘Ulster, che continuò a far parte del Regno Unito.

Lo sciopero del 1926
Al 1926 risale uno degli scioperi più imponenti della storia britannica, che investì principalmente le miniere e, successivamente, le industrie. La politica dei bassi salari serviva ai gestori delle miniere per meglio vendere il proprio prodotto. Fu uno sciopero che durò diversi mesi per quanto riguarda i minatori, un periodo più breve per i lavoratori dell’industria, e che si concluse con una sconfitta per i sindacati.

L’instabilità politica in Francia

In Francia ci furono diverse personalità alla guida del governo (da Poincoiré a Herriot), a causa della crisi finanziaria che induceva i politici a decisioni impopolari; i pagamenti di guerra della Germania non erano sufficienti alla ricostruzione e al fabbisogno dello Stato, ragion per cui si susseguivano le crisi politiche.

 
Conquiste sindacali
La disoccupazione potenziale fu assorbita dall’opera di ricostruzione; ci furono anche importanti conquiste sindacali come la giornata lavorativa di otto ore e la prassi dei contratti collettivi. Nel 1920, a seguito di una scissione nel Partito Socialista, nacque il Partito comunista francese.

Il dominio economico degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti acquistarono una posizione dominante all’interno del sistema mondiale; terminate le esportazioni di materiale bellico, lo sostituirono con materiale industriale e agricolo. La prosperità porto al declino della politica liberale di Woodrow Wilson e ripresero corpo le tendenze isolazionistiche. Nelle elezioni presidenziali del 1920, che per la prima volta prevedevano il voto delle donne, vinse il repubblicano Warren Harding.

DATE:

1920                                                                      : viene fondato il Partito Comunista Francese

1920                                                                      : Warren Harding Presidente della Repubblica

1921                                                                      : indipendenza del Regno d’Irlanda

1926                                                                      : sciopero in Inghilterra nelle miniere e nelle industrie

PERSONAGGI:

Raymond Poincoiré – Edouard Herriot – Woodrow Wilson – Warren Harding

DOMANDE:

1) Qual era, intorno al 1918, la situazione economica delle nazioni che avevano partecipato alla prima           guerra mondiale?

2) Per quale motivo l’economia europea si trovava in difficoltà?

3) Individua i motivi per cui, nel secondo dopoguerra, riprese forza la lotta sociale.

4) Perché l’Inghilterra, nazione vincitrice, attraverso una crisi economica nel dopoguerra?

5) Quali ragioni spiegano l’avanzata del Partito laburista?

6) Quale parte dell’Irlanda divenne indipendente?

7) Indica le cause e gli esiti dello sciopero del 1926.

8) Precisa i motivi che rendevano instabile la situazione politica francese.

9) Quali riforme sociali vennero approvate in Francia?

10) Indica i motivi per cui gli Stati Uniti diventarono la maggiore potenza economica

2. La repubblica di Weimar

 

La possibilità di una rivoluzione in Germania

Se il dopoguerra investì negativamente tutte le nazioni europee. la situazione era particolarmente grave in Germania, laddove le durissime condizioni di pace eliminavano ogni speranza circa un futuro sviluppo economico. La gravissima crisi sociale rischiava di rendere possibile nel paese una rivoluzione socialista, sul modello di quella sovietica.

La Lega di Spartaco
Durante la guerra si erano formati i gruppi dei socialisti indipendenti e, soprattutto, la Lega di Spartaco, fondata da Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg; si formarono molti consigli operai sul modello dei soviet e si diffondeva la propaganda rivoluzionaria.

La repressione della Lega
Il governo repubblicano scatenò una decisa repressione contro la Lega, utilizzando i corpi franchi, forze paramilitari controllate dal governo; i corpi franchi assassinarono la Luxemburg e Liebknecht tra il 15 e 16 gennaio 1919, facendo crollare d’un colpo tutte le speranze di rinnovamento socialista della Germania.

Le elezioni del 1919
Le elezioni del 1919 prevedevano un criterio rigidamente proporzionale e impedirono ai socialdemocratici, che ebbero la maggioranza con il 40% dei suffragi, di andare al governo con la necessaria forza. L’instabilità dei governi, sempre di coalizione, fu una delle principali caratteristiche della repubblica di Weimar: centinaia furono gli uomini politici assassinati tra il 1919 e il 1922, fra cui i ministri degli esteri Matthias Erzberger e Walther Rathenau.

Il Presidente e la Costituzione

Presidente della Repubblica divenne il socialdemocratico Friedrich Ebert, che promulgò una costituzione fra le più democratiche mai concepite.

I motivi del fallimento
I motivi che determinarono il fallimento dell’esperienza di Weimar furono soprattutto due: la durezza delle clausole del trattato di pace: il popolo tedesco, di oltre 70 milioni, avrebbe dovuto lavorare quasi mezzo secolo solo per pagare le riparazioni. In secondo luogo persistevano nella società tedesca numerosi elementi ostili alla democrazia, eredi della classe degli Junker.

Il tentativo di colpo di stato di Kapp…

Un esempio di queste difficoltà si ebbe con il tentato colpo di Stato di Wolfgang Kapp, che arrivò con le sue truppe a marciare su Berlino; il governo, fuggito a Dresda, riuscì a mobilitare i lavoratori, mentre l’esercito e la polizia non mossero un dito contro i golpisti, che non vennero puniti.

…e l’insurrezione comunista

Invece, quando i comunisti iniziarono un nuovo tentativo insurrezionale nella Ruhr, gli stessi generali furono chiamati dal governo a reprimere le manifestazioni e in questo caso agirono con estrema solerzia.

Il Partito Nazionalsocialista e le elezioni del 1919

Nel 1919 venne invece fondato il Partito Operaio Tedesco, poi rinominato da Adolf Hitler Partito Nazionalsocialista Operaio Tedesco, che approfittò della continua situazione di instabilità. Nelle nuove elezioni del 1919 i socialisti furono ridotti della metà, sebbene qualche seggio andò anche ai comunisti; in complesso la situazione politica si spostò notevolmente a destra. Il partito socialdemocratico perse la direzione del governo.

La crisi del 1922
Nel 1922 si ebbe un crollo dell’economia tedesca, quando la Francia rifiutò alla Germania una dilazione del pagamento dei debiti di guerra, proprio nel momento in cui si era fortemente ridotta la disoccupazione e la produzione era in aumento. In seguito alla mancata consegna dei previsti quantitativi di carbone e di legname, il governo francese decise di occupare militarmente il bacino della Ruhr, centro nevralgico dell’industria tedesca.

Il crollo del marco
Questa arrogante mossa della Francia, che si proponeva di umiliare la nazione confinante, paralizzò l’economia tedesca; il marco crollò e nel giro di pochi mesi perse ogni valore. Il governo, presieduto da Wilhelm Cuno, reagì decidendo di organizzare la resistenza passiva all’azione francese, creando un clima di grande eccitazione.

La svalutazione
Fu raggiunto un livello di svalutazione incredibile: il valore del dollaro salì da 191,8 marchi nel gennaio 1922 (50 volte in più che nel 14) a 99 milioni nel settembre del ’23, a 25 miliardi in ottobre. Questo significò l’annullamento del potere d’acquisto dei salari e degli stipendi, il crollo dei risparmi dei lavoratori e degli impiegati e dei redditi dei pensionati.

I vantaggi per la destra
Da questo tracollo economico la mentalità del cittadino medio tedesco fu profondamente sconvolta: un’insinuante propaganda di destra, sfruttando le miserabili condizioni delle classi popolari, indirizzò il loro scontento verso la repubblica.

Il governo Stressemann
Il nuovo governo guidato da Gustav Stresemann, fondatore del Partito popolare tedesco, pose le premesse per la ripresa: mise fine alla resistenza passiva nella Ruhr e giunse ad un accordo sulle riparazioni. Dal 1925 al 1930 l’industria tedesca, grazie anche ai prestiti americani e inglesi, superò il livello produttivo del 1914.

L’aiuto internazionale alla Germania

Nel 1924 vennero accettate le proposte di una commissione internazionale guidata dal finanziere americano Charles Dawes: prevedeva ingenti prestiti americani e inglesi e il pagamento dilazionato delle riparazioni. Sembrò l’inizio di una fase di distensione dei rapporti internazionali, che si concluse con la morte, nel1929, di Stresemann.

I trattati internazionali
Negli anni seguenti la Germania firmò una serie di accordi internazionali che ponevano termine a quell’isolamento cui l’aveva costretta il trattato di Versailles: il patto di Locarno (1925) stipulato con il socialista francese Aristide Briand, garantì il riconoscimento delle frontiere e il ritiro francese dalla Renania. I due uomini politici ricevettero il premio Nobel per la pace nel 1926; nello stesso anno la Germania entrò a far parte della Società delle Nazioni.

I tentativi della destra
Si intensificarono in questi anni le iniziative squadristiche della destra contro i socialisti. che erano preoccupati dell’avanzata delle forze nazionaliste. Nel 1923si ebbe il putsch della birreria, che costò a Hitler un anno di galera; nel 1925 venne eletto come Presidente della repubblica il reazionario generale Hindenburg, avvantaggiato dal rifiuto del candidato comunista a ritirarsi.

La crisi del 1929
Probabilmente quest’avanzata della destra non avrebbe fatto degenerare la situazione politica se non fosse entrata in crisi l’economia americana con il crollo della borsa di Wall Street nel 1929. Gli Stati Uniti non erano più in grado di aiutare la Germania, la situazione sociale si inasprì e il Partito Nazionalsocialista di Hitler riuscì a impadronirsi del potere.

DATE:

15-16/01/1919                                                      : assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht

1919                                                                      : elezioni politiche

1919                                                                      : viene fondato il Partito Operaio Tedesco

13/03/1920                                                            : tentativo di colpo di stato di Wolfgang Kapp

1922                                                                      : i francesi occupano il bacino della Ruhr

1923                                                                      : Hitler organizza il putsch della birreria

1925/1930                                                             : ripresa dell’economia tedesca

1925                                                                      : patto di Locarno

1925                                                                      : Paul Hindenburg Presidente della Repubblica

1926                                                                      : premio Nobel a Aristide Briand e Stressemann

1929                                                                      : crollo della borsa americana

PERSONAGGI:

Karl Liebknecht – Rosa Luxemburg – Matthias Erzberger – Walther Rathenau – Friedrich Ebert – Wolfgang Kapp – Adolf Hitler – Wilhelm Cuno – Gustav Stresseman – Charles Dawes – Aristide Briand –

DOMANDE:

1) Quali erano le condizioni della Germania nell’immediato dopoguerra?

2) Esistevano possibilità di una rivoluzione socialista?

3) Sottolinea l’importanza della Lega di Spartaco e specifica da quali forze venne distrutta.

4) Come era regolato il sistema elettorale nella Repubblica di Weimar?

5) Quali i motivi dell’instabilità politica?

6) Specifica i due principali motivi che determinarono il fallimento della Repubblica di Weimar.

7) Quale diverso atteggiamento ebbe l’esercito verso il tentativo di colpo di Stato di Kapp e verso                                    l’insurrezione comunista nella Ruhr ?

8) Quando Adolf Hitler fondò il Partito Nazionalsocialista Tedesco?

9) Quale fu l’esito delle elezioni del 1919?

10) Che cosa provocò il crollo dell’economia tedesca nel 1922?

11) Quali effetti ebbe l’occupazione della Ruhr sul marco?

12) Quali le conseguenze sociali e politiche di questa crisi?

13) Individua i meriti dell’attività di Gustav Stressemann al governo.

14) Di quali aiuti internazionali poté usufruire la Germania?

15) Indica i trattati internazionali che, alla metà degli anni ‘20, fecero rientrare la Germania nel contesto               internazionale.

16) Come agì politicamente la destra in questo periodo?

17) Come condizionerà la situazione della Germania la crisi economica degli Stati Uniti?

3. La depressione del 1929

L’importanza della depressione negli Stati Uniti

La grande depressione, che colpì gli Stati Uniti nel 1929, è un avvenimento importante non solo per conoscere meglio la storia di quel paese, ma anche per comprendere i drammatici eventi che investirono la l’Europa, i quali trovano spiegazione proprio a partire dalla crisi americana.

L’effetto della crisi sull’Europa

La crisi senza precedenti che si registrò nell’economia americana interessò infatti tutte le economie europee e destabilizzò quasi tutti i loro governi. Gli Stati Uniti, come si è detto in precedenza, erano diventati il paese guida dell’economia mondiale; i loro prestiti erano vitali per mantenere un alto livello di produzione, e i dollari americani erano una necessità per tutte le imprese europee.

La Germania

In Europa fu senza dubbio la Germania a subire le maggiori conseguenze della crisi statunitense. Quando infatti vennero a mancare i prestiti americani, essenziali per le opere di ricostruzione, nessuno Stato europeo, e soprattutto la Germania, si trovò in grado di fronteggiare con meccanismi monetari e adeguati provvedimenti economici l’improvvisa crisi dei commerci e della produzione.

L’economia statunitense prima della crisi

Apparentemente sembrava che l’economia statunitense fosse destinata a crescere indefinitamente: ancora nel 1929 la produzione industriale degli Stati Uniti costituiva il 45% del totale della produzione dei paesi più industrializzati del mondo.

Gli eccessivi investimenti
Il benessere economico convinse buona parte della popolazione ad aumentare oltre i limiti della prudenza gli investimenti immobiliari, dilapidando i risparmi. Lo stesso presidente Hoover, nei suoi discorsi alla nazione, favoriva quest’atteggiamento che portò molti cittadini a ipotecare i loro beni, maldestramente consigliati anche dall’interesse speculativo degli Istituti bancari.

I segnali di crisi
Eppure non mancavano segnali di crisi, che ben interpretati avrebbero forse potuto limitare i danni successivi. Il settore che cedette per primo fu quello agricolo; durante la guerra infatti gli agricoltori avevano aumentato le capacità produttive delle loro terre, invogliati dai buoni prezzi. Mano a mano che l’Europa si riprendeva la domanda di generi alimentari decadde e i prezzi dei prodotti agricoli diminuirono.

I fallimenti bancari
Al collasso dei prezzi dei prodotti agricoli seguì tutta una serie di fallimenti bancari, dato che gli agricoltori non erano in grado di ripagare i soldi investiti per acquistare le macchine. Negli Stati Uniti il numero di banche, anche medie e piccole, era spropositatamente alto (oltre 24.000).

Il crollo di Wall Street
La crisi esplose il 24 ottobre 1929, quando crollò la borsa statunitense, con sede a Wall Street, New York. In una sola giornata furono spazzate via interi patrimoni e detentori di grandi ricchezze si ritrovarono improvvisamente senza un soldo.
 
I provvedimenti del governo
Il governo cercò di rimediare imponendo dei dazi sulle importazioni agricole, ai quali gli altri governi risposero con provvedimenti analoghi. Le fattorie furono dissestate ma anche le fabbriche dovettero chiudere. Il presidente Hoover, repubblicano di convincimenti liberistici, non volle saperne di concedere sussidi ai disoccupati; era convinto che bastasse intervenire con provvedimenti che stimolassero gli interessi degli imprenditori e riducessero la spesa pubblica.

Il nazionalismo economico
In tutti gli Stati si accentuarono le forme di nazionalismo economico; in Italia, come vedremo [cfr. cap. 16, p.15] si arrivò all’autarchia. Nemmeno quando la situazione in America migliorò le tariffe furono abbassate; terminò la fiducia nelle possibilità di superare la crisi attraverso il commercio e gli investimenti.

La fine del liberalismo classico

Con la depressione del 1929 fallisce definitivamente la convinzione dell’ideologia liberale secondo la quale l’economia di mercato era in grado di autoregolarsi, evitando crisi di sovrapproduzione. D’ora in poi tutti concordarono sulla necessità dellintervento statale per regolare e per razionalizzare le attività economiche.

L’eccezione inglese e sovietica

Non risentirono della crisi americana due nazioni: l’Inghilterra, che non aveva conosciuto il boom prima del 1929 e la Russia, la cui economia era totalmente sganciata dal dollaro.

Il Presidente Roosvelt e il New Deal
Nelle elezioni del 1932 fu eletto il candidato democratico Franklin Delano Roosvelt, personalità di eccezionale rilievo: si circondò di validissimi collaboratori, che lo aiutarono nell’elaborazione del New Deal, il programma politico-economico che si proponeva di risolvere la crisi.

Le condizioni degli Stati Uniti

Quando prese in mano le redini della presidenza, c’erano in America 13 milioni di disoccupati. Roosvelt abbandonò gli ideali liberistici e impose una severe politica antitrust, per impedire agli uomini d’affari pratiche che violassero i principi della concorrenza corretta.

Le riforme in agricoltura
Roosvelt cercò di risollevare il settore più depresso dell’economia americana, quello agricolo: aumentò i prezzi dei prodotti agricoli corrispondendo anticipazioni sul raccolto sulla base di un prezzo minimo; favorì la diminuzione delle terre coltivate in maniera da limitare la sovrapproduzione; incentivò la ripresa della produzione industriale, in maniera che assorbisse la manodopera eccedente delle campagne.

La politica assistenziale
Il Presidente lanciò poi il più vasto programma assistenziale della storia: ai disoccupati offrì lavoro aumentando la spesa del governo per i lavori pubblici e ponendo fine al vagabondaggio; la spesa del governo stimolò il consumo e l’occupazione delle industrie.

La Tennesse Valley Autorihty

Importante fu poi anche la creazione della Tennessee Valley Autorithy, organismo statale per l’utilizzazione del bacino del fiume Tennessee; fu un grande esempio di pianificazione regionale.

L’atteggiamento dei sindacati

Nella sua politica economica Roosvelt godette l’appoggio delle potenti organizzazioni sindacali e dell’opinione pubblica democratica. Collaborò all’impresa anche la migliore cultura politica e universitaria.

DATE:

24/10/1929                                                            : crollo della borsa di Wall Street

PERSONAGGI:

Arthur Meier Schlesinger sr. – Franklin Delano Roosvelt

DOMANDE:

1) Precisa l’importanza storica della depressione del 1929.
 
2) Per quali motivi quest’avvenimento condiziona in maniera determinante gli avvenimenti europei?

3) Quale fra le nazioni europee venne maggiormente colpita?

4) Qual era la situazione economica degli Stati Uniti prima dello scoppio della crisi?

5) Cerca di riassumere le cause della crisi economica, anche rifacendoti alle osservazioni di Arthur                                    Schlesinger.

6) Descrivi l’evolversi della crisi, dal crollo dei prezzi agricoli ai fallimenti bancari.

7) Quando crollò la borsa di Wall Street? quali conseguenze ebbe questo avvenimento?

8) Indica i primi provvedimenti presi dal governo.

9) Come intendeva affrontare la crisi il Presidente Hoover?

10) Spiega perché i vari paesi reagirono praticando una sorta di nazionalismo economico.

11) Per quale motivo la crisi del 1929 segna la fine del liberalismo classico?

12) Precisa le ragioni per cui l’Inghilterra e la Unione Sovietica non risentirono della crisi americana.

13) Indica il ruolo avuto dal Presidente Roosvelt rispetto alla depressione del 1929.
 
14) In che cosa consisteva il New Deal?

15) Quali riforme promosse Roosvelt in agricoltura?

16) Attuò una politica assistenziale?

17) Che cos’era la Tennessee Valley Autorithy?

18) Quali forze sociali appoggiarono l’azione del Presidente?