24
Nov
2006

Positivismo

CAPITOLO NONO

IL POSITIVISMO

Che cos’è il positivismo?
Per positivismo si intende una corrente filosofica diffusasi in Europa nella seconda metà del XIX secolo; caratteristica principale del positivismo è la difesa del sapere scientifico, considerato l’unica forma di conoscenza oggettiva cui l’uomo può fare riferimento.

Significato del termine
Il termine positivo indica la capacità della conoscenza in grado di provare, attraverso un riscontro coi fenomeni empirici, la verità delle proprie asserzioni. La conoscenza positiva, allora, intende sostituirsi a tutte le fantasie prodotte dalla cultura religiosa e dalle diverse tradizioni metafisiche.

Contestazione dell’idealismo?

Possiamo considerare il positivismo come un’ulteriore contestazione della filosofia idealistica, intesa come imponente costruzione metafisica che subordina la realtà dei fatti a quella dei concetti astratti. Mentre però le altre filosofie che si erano opposte all’idealismo (quelle di Feuerbach e di Marx, oppure quelle di Schopenhauer e Kierkegaard) rivolgevano le loro critiche specificatamente al sistema hegeliano, il positivismo non ha nella filosofia idealistica il principale referente polemico.

Contestazione della metafisica

Il positivismo infatti rifiuta la filosofia idealistica in quanto sapere metafisico, al pari di qualsiasi altra tradizione religiosa o filosofica; si tratta dunque di una pregiudiziale di carattere generale, che non riguarda singoli concetti o particolari asserzioni.

La fedeltà ai fatti
La principale caratteristica del positivismo è la considerazione dei fatti empirici quale fondamento di ogni forma di conoscenza; ne consegue una fedeltà assoluta alla razionalità scientifica, ossia al metodo oggettivo di ricerca che parte dall’esperienza e fonda sul riscontro con i fenomeni la verità delle proprie ipotesi.

Il valore pratico della scienza

Il positivismo non sottolinea tanto il valore del sapere scientifico dal punto di vista teorico, ma ne valorizza in particolare la valenza pratica; la scienza è utile all’uomo perché determina in maniera concreta il miglioramento delle condizioni di vita.

Il positivismo fra illuminismo e romanticismo

Si potrebbe stabilire un’affinità fra i principi positivisti e quelli della tradizione illuministica, pure orientata a diffondere la razionalità in tutti gli ambiti del sapere. In realtà la filosofia positiva contiene alcune caratteristiche maggiormente vicine alla sensibilità romantica, che ne rendono la difesa della scienza molto differente rispetto a quella sostenuta dagli intellettuali del Settecento.

Caratteristiche romantiche
Vedremo che la filosofia positivistica condivide con il romanticismo un’interpretazione della storia teleologica, in cui si stabilisce una tensione verso l’assoluto. Tale posizione condurrà i filosofi positivisti a considerare la scienza da un punto di vista omogeneo, piuttosto che privilegiare, come aveva preferito la cultura illuministica, la divisione disciplinare.

L’importanza del positivismo nella cultura

Il positivismo dà luogo, oltre che a uno specifico pensiero filosofico, a un clima culturale che coinvolge tutti i paesi d’Europa; lo si può verificare, oltre che nell’aumentato interesse per il dibattito scientifico, nell’esigenza, sempre più diffusa, di fornire un’istruzione di base a tutta la popolazione secondo criteri ispirati alla razionalità scientifica.

Il positivismo e le arti
In particolare, però, il positivismo si riflette nelle arti, dalla pittura alla letteratura; il naturalismo francese o il verismo italiano, per esempio, non sono comprensibili se non alla luce dei principi del positivismo.

La crisi del positivismo
La crisi che subiranno i principi positivisti, dovuti all’impossibilità di applicare le categorie scientifiche all’ambito dello psichico, avrà conseguenze tali da coinvolgere non solamente la disciplina filosofica, ma l’intero mondo della cultura.

DOMANDE

1) Definisci il positivismo.

2) Che cosa s’intende per positivo?

3) Quale relazione mantiene il positivismo con l’idealismo?

4) Qual è l’atteggiamento del positivismo verso le tradizioni religiosa e metafisica?

5) Riassumi le principali caratteristiche della filosofia positivista.

6) Il positivismo valorizza maggiormente l’aspetto pratico o quello teoretico del sapere scientifico?

7) Problematizza i caratteri del positivismo attraverso un confronto con le correnti dell’illuminismo e          del romanticismo.
 
8) Descrivi il condizionamento esercitato dal positivismo sull’intero mondo della cultura.

 

Auguste Comte
(1798 – 1857)

La personalità
Auguste Comte è considerato il fondatore del positivismo; la sua personalità contraddittoria rispecchia tutte le ambiguità di questa corrente filosofica. Nonostante il suo valore intellettuale, non ebbe mai espliciti riconoscimenti; fondò l’Associazione politecnica, ma non riuscì mai a vedersi assegnata la cattedra nella prestigiosa Scuola politecnica.

I limiti di Comte
Nella filosofia di Comte possiamo già valutare i limiti speculativi che condurranno la cultura positivistica al fallimento; in particolare, il pensiero di Comte presenta un’evidente contraddizione: da una parte egli fonda i propri convincimenti su una radicale critica alla metafisica, dall’altra dà origine, a sua volta, a una costruzione speculativa sistematica, che proprio dalla tradizione metafisica mutua le principali caratteristiche.

La cultura filosofica di Comte

Comte conserva infatti un’impostazione filosofica ereditata in parte dal romanticismo e in parte dallo stesso idealismo; la costruzione sistematica, l’idea di uno sviluppo teleologico: la preferenza per le strutture triadriche. E’ probabile che Comte non dicesse il vero, quando affermava di non avere mai letto Vico, Kant ed Hegel.

Scienza come prodotto collettivo

Comte non considera la scienza come un sapere specialistico e isolato ma, d’accordo con la mentalità romantica, la intende come un prodotto culturale dell’intera umanità, cui hanno significativamente contribuito anche i non scienziati. Questa considerazione universalistica della scienza conduce Comte, inconsapevolmente, a fondare una nuova forma di metafisica.

La legge dei tre stadi
La legge dei tre stadi sintetizza, a parere di Comte, il cammino percorso dall’umanità nella comprensione dei fenomeni naturali; questo sviluppo può essere riferito all’umanità in generale, ma anche alle singole discipline, che hanno tutte percorso, nell’arco della loro storia, queste tre tappe fondamentali.

Lo stadio teologico
Lo stadio teologico è quello in cui i fenomeni naturali sono spiegati con il ricorso ad agenti soprannaturali; la religione supplisce all’ignoranza dell’uomo fornendo una spiegazione dei fenomeni non verificabile. Secondo Comte, però, la logica religiosa obbedisce a uno stato puramente emotivo dell’uomo e non ha alcun fondamento conoscitivo.

Il progresso delle religioni
La religione, secondo Comte, ha subito un’evoluzione, anch’essa scandita da un percorso triadrico: dapprima feticistica (la divinità era identificata con una realtà naturale), quindi politeistica e, in ultimo, monoteistica.

Lo stadio metafisico
Durante il successivo stadio metafisico i fenomeni naturali non sono spiegati ricorrendo all’azione della divinità, ma grazie a forze occulte, anch’esse non verificabili. Questo stadio rappresenta un progresso rispetto al precedente, in quanto l’uomo ha perfezionato la sua capacità critica rifuggendo da una comprensione primitiva del fenomeno. Il ricorso a un principio metafisico denota infatti una volontà di ricerca assente nello stadio precedente.

Lo stadio scientifico
Solamente il terzo e conclusivo stadio, quello scientifico, è in grado di costruire un sapere autentico. La scienza infatti rifiuta il concetto di assoluto, inverificabile, e fa riferimento esclusivamente all’esperienza: non intende scoprire delle cause astratte ma determinare le leggi cui obbedisce un fenomeno.

Utilità della scienza
La scienza ha la capacità di poter organizzare la conoscenza secondo un criterio razionale ed è quindi lo strumento più adatto per interpretare i fenomeni empirici.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Scienza come prodotto collettivo – Legge dei tre stadi:

– stadio teologico (feticismo, politeismo, monoteismo)

– stadio metafisico

– stadio scientifico

DOMANDE

1) Quali rapporti manifesta la filosofia di Comte con le filosofie precedenti?

2) Precisa la concezione di Comte della scienza, quale prodotto collettivo. Perché è una visione vicina                              alla sensibilità romantica?

3) Che cosa afferma la legge dei tre stadi?

4) Individua le caratteristiche dello stadio teologico.

5) Illustra l’evoluzione della religione.

6) Individua le caratteristiche dello stadio metafisico.

7) Perché lo stadio metafisico rappresenta un progresso rispetto allo stadio teologico?

8) Illustra le caratteristiche dello stadio scientifico.

La classificazione delle scienze

Dopo avere illustrato la superiorità della scienza, Comte intende fornire una sorta di enciclopedia delle scienze, indicando le diverse discipline scientifiche secondo un criterio gerarchico.

L’autonomia disciplinare
Comte non intende tanto negare l’autonomia delle singole discipline scientifiche, quanto ricercare un principio unitario che riveli come queste discipline, in una considerazione globale, realizzino l’assoluto progresso umano.

I criteri della classificazione

Comte enumera le discipline secondo un ordine crescente di complessità. L’ordine è il seguente: matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia esociologia. Sono escluse la scienza della logica e la psicologia: la prima perché, piuttosto che essere una disciplina particolare, è a fondamento di tutte le scienze; la seconda perché, a parere di Comte, rientra, a seconda dei punti di vista, nella biologia o nella sociologia.

Induzione e deduzione
E’ da notare come le discipline meno complesse utilizzino un metodo deduttivo (da un principio generale all’applicazione particolare), mentre quelle più complesse si fondano su un ragionamento induttivo (dall’osservazione dell’esperienza all’elaborazione di teorie generali).

La sociologia
La sociologia, fra le scienze considerate da Comte, è l’unica a non avere ancora raggiunto lo stadio scientifico. E’ infatti la disciplina più complessa dal punto di vista metodologico, in quanto si basa sul metodo comparativo (il confronto fra diverse formazioni sociali) e storico-genetico (la valutazione dell’origine e delle successive trasformazioni di un organismo sociale.

Perché è più complessa
La difficoltà metodologica sta nel fatto che alla sociologia non basta la semplice osservazione di un fenomeno, ma la considerazione contemporanea di più fenomeni, oltre alla constatazione della loro mutazione nel tempo.

La statica sociale
La statica sociale è il primo ramo in cui Comte suddivide la sociologia: studia le relazioni esistenti fra idee, costumi e istituzioni in una particolare epoca.

La dinamica sociale
La dinamica sociale, invece, studia lo sviluppo storico di un particolare fenomeno e intende dimostrare come la storia dell’umanità sia regolata dalla legge dei tre stadi.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Classificazione delle scienze – Induzione e deduzione – Sociologia – Statica sociale – Dinamica sociale

DOMANDE

1) Illustra i criteri della classificazione delle scienze.

2) Perché Comte avverte l’esigenza di una considerazione generale delle diverse discipline                                                 scientifiche?

3) Riprendi e spiega l’ordine delle discipline secondo Comte.

4) Con quale criterio certe discipline utilizzano il metodo deduttivo e altre il metodo induttivo?

5) Per quale motivo Comte esclude le discipline della logica e della psicologia?

6) Quale particolarità possiede la sociologia rispetto alle altre scienze?

7) Spiega perché il metodo della sociologia è più complesso.

8) Illustra la distinzione fra statica sociale e dinamica sociale.

Finalità pratica della scienza

Comte sottolinea sempre, nel corso delle sue opere, come la scienza sia rivolta soprattutto alla realizzazione di scopi pratici: l’indagine scientifica mira a cogliere una legge dei fenomeni, grazie alla quale lo scienziato è in grado di prevederli, permettendo un’intervento razionale nel mondo.

Il razionalismo di Comte
E’ possibile constatare come la filosofia positiva di Comte si fondi su una concezione di carattere razionalista [vd. definizione cap.I]; è vero che i dati empirici sono l’elemento ultimo della conoscenza, ma solo come ambito di verifica in merito alla validità della legge che, una volta provata, assume un valore assoluto e dogmatico.
 
La matematica
L’atteggiamento pragmatico non permette a Comte di comprendere l’importanza delle ricerche pure, non dirette cioè alla realizzazione di una finalità pratica specifica. Comte addirittura ritiene sia da limitare l’uso della matematica nella ricerca scientifica, perché spesso i suoi principi non hanno relazione con la realtà.

Il ruolo degli scienziati
Il lavoro degli scienziati deve dunque essere finalizzato all’utile generale; bisogna limitare le specializzazioni, che non diminuiscono l’importanza della disciplina nei confronti della collettività e sottrarre addirittura la scienza agli scienziati per affidarla ai filosofi, in grado di dirigerla verso finalità generali. Sulla base di queste valutazioni, Comte arriva a censurare, per esempio, l’attività di ricerca del chimico Lavoisier.

La dogmatizzazione della scienza

queste valutazioni paradossali di Comte spiegano come il filosofo, nella parte finale della sua vita, abbia sempre più dogmatizzato le proprie asserzioni. Egli ritiene di dover fondare un grande culto della scienza, una religione positivain cui tutta l’umanità possa riconoscere i valori supremi della razionalità.

 
 
La religione positiva
Oggetto di culto non sarà più Dio ma l’umanità; si predicherà il progresso e, secondo una tradizione risalente alla rivoluzione francese, si istituirà un nuovo calendario e un culto positivista.

La trinità
Il culto positivista adorerà tre realtà: il Grande essere, il Grande feticcio (la terra) e il Grande mezzo (lo spazio).

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Indagine scientifica – Legge – Previsione – Azione – Importanza della matematica – Ruolo degli scienziati – Dogmatizzazione della scienza – Religione positiva – Trinità – Grande essere – Grande feticcio – Grande mezzo

DOMANDE

1) Illustra la concezione pratica della scienza in Comte: come interpreta l’analisi scientifica?

2) Perché possiamo definire razionalista il positivismo di Comte?

3) Quale importanza assegna Comte alla matematica?

4) Quale ruolo invece agli scienziati?

5) Perché la scienza deve essere tolta al controllo degli scienziati e affidata ai filosofi?

6) Che cosa s’intende per dogmatizzazione della scienza?

7) Illustra la religione positiva concepita da Comte.

John Stuart Mill

John Stuart Mill è l’altro grande esponente del positivismo. Inglese, il suo pensiero filosofico fu sensibilmente influenzato dalla scuola empirista, rendendo la sua concezione positiva decisamente distante dal modello di Comte.

Mill e il positivismo empiristico

Si è detto infatti come la concezione positivista di Comte si richiamasse alla tradizione razionalista.

Mill ritiene invece, richiamandosi all’empirismo, che i fatti costituiscano l’unica realtà cui è possibile, per la scienza, fare riferimento. In Mill vi è un continuo richiamo ai fatti e il filosofo sostiene che ogni affermazione intellettuale deve continuamente essere provata nell’esperienza.

Derivazione dei principi logici

Coerentemente con le affermazioni dell’empirismo, Mill ritiene che anche i principi logici derivano dall’osservazione empirica: il principio di non contraddizione, o il principio del terzo escluso sono ricavati dall’esperienza, ovvero dalla constatazione che un fenomeno costituisce una realtà individuata non identificabile con un’altra.

Diversità da Hume
L’empirismo di Mill non dà luogo a un esito scettico, come accadeva nella filosofia di Hume [cfr. il capitolo I]; per Mill qualsiasi affermazione scientifica, di valore dunque universale, è valida in quanto è una generalizzazione dei fenomeni osservati.

La conoscenza è induzione
La conoscenza umana si identifica unicamente con un procedimento induttivo: dall’osservazione dei fenomeni (particolare) si ricava una legge (universale).

L’uniformità della natura
Che cosa permette alle leggi ricavate induttivamente di non essere smentite dai fatti, come aveva invece ipotizzato Hume? Mill introduce il principio dell’uniformità della natura: l’induzione ci permette infatti di constatare nella natura una regolarità, rappresentata dalle leggi naturali. Tale regolarità permette di prevedere il comportamento dei fenomeni attraverso la legge ricavata per via induttiva.

La legge di causalità
Mill può così affermare la verità del rapporto di causa-effetto, opponendosi ancora una volta a Hume. Si può infatti provare la causalità per induzione, osservando le condizioni in cui un rapporto di causa ed effetto si verifica.

La validità dell’induzione
Si potrebbe obiettare a Mill l’efficacia dell’induzione, opponendo la difficoltà -già segnalata da Aristotele- di poter controllare tutti i fenomeni esistenti: l’induzione darebbe luogo a una conoscenza certa, solamente se noi potessimo osservare la totalità dei fenomeni sui quali ipotizziamo una legge. Ma questo è impossibile.

L’induzione giustifica se stessa

Secondo Mill la pratica induttiva, presentando la dinamica dei fenomeni secondo criteri regolari e costanti, si giustifica però da sola: la validità che nel tempo dimostrano i risultati dell’induzione equivalgono a una conferma della sua efficacia, senza bisogno di controllare la totalità dei fenomeni.

La Scienza della logica
La principale opera di Mill, la Scienza della logica (1843), intende investigare i principi di ragionamento in cui si realizza la pratica induttiva.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Positivismo razionalista – Positivismo empirista – Induzione – Principio dell’uniformità della natura

DOMANDE

1) Distingui l’impostazione razionalista del positivismo di Comte da quella empirista di Mill.

2) Qual è l’importanza dei fatti per Mill?
 
3) Qual è l’origine dei principi logici?

4) Realizza un confronto fra l’empirismo di Hume e quello di Mill.

5) Spiega l’identificazione, realizzata da Mill, fra conoscenza e metodo induttivo.

6) Illustra il principio dell’uniformità della natura.

7) Come si giustifica l’induzione?

8) Di quale argomento tratta la Scienza della logica?

I procedimenti dell’induzione

Nella Scienza della logica Mill elabora quattro regole che, a partire dai fatti, costituiscono i criteri con cui procede il ragionamento induttivo: il metodo della concordanza, il metodo della differenza, il metodo dei residui e, infine, il metodo delle variazioni concomitanti.

Il metodo della concordanza
Il metodo della concordanza stabilisce che se vi è solo una circostanza in comune fra due casi del fenomeno studiato, questa sarà la causa del fenomeno

Il metodo della differenza
Il metodo della differenza afferma che, qualora constatassimo il verificarsi o il non verificarsi di un fenomeno solamente cambiando una circostanza, questa sarà la causa del fenomeno.

Il metodo dei residui
Secondo il metodo dei residui, invece, se noi abbiamo alcuni antecedenti e degli effetti, e sappiamo che alcuni antecedenti sono le cause di particolari effetti, gli antecedenti che rimangono saranno la causa degli effetti rimasti.

Il metodo delle variazioni concomitanti

L’ultimo metodo, quello delle variazioni concomitanti, stabilisce che se un fenomeno varia con il variare di un altro, deve esserci fra loro un rapporto di causa ed effetto.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Metodo della concordanza – Metodo della differenza – Metodo dei residui – Metodo delle variazioni concomitanti

DOMANDE

1) Illustra le quattro regole che caratterizzano, secondo Mill, il ragionamento induttivo.

Le scienze umane
Mill si rende conto come la sfera dell’umano non sia facilmente indagabile dalla scienza, al contrario della natura. Rispetto a Comte, contro cui polemizza, egli ritiene impossibile realizzare una scienza umana equivalente a quella della natura; è convinto, dunque, che la scienza debba accettare i propri limiti.

Possibilità teorica delle scienze umane

Ciò non toglie che per Mill, in linea di principio, è possibile parlare di una interpretazione scientifica del comportamento umano. Difatti anche le azioni degli uomini sono determinate secondo rapporti di causa ed effetto, solamente che, al contrario di quanto avviene in natura, non si tratta di pochi fattori determinanti, ma di una molteplicità variabile di condizioni, che la nostra capacità intellettiva non riesce ad afferrare. In teoria, se potessimo conoscere tutti questi fattori, potremmo prevedere con certezza i comportamenti umani, al pari dei fenomeni naturali.

Le tre scienze umane
Mill distingue tre possibili scienze umane: la psicologia, l’etologia e la sociologia. La psicologia studia i rapporti di causa ed effetto fra i vari stati della mente, mentre l’etologia studia le leggi della formazione del carattere; s’identifica quindi con la pedagogia. La sociologia, in ultimo, intende trovare una legge del progresso che permetta di prevedere i fenomeni.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Scienze umane – Psicologia – Etologia – Sociologia

DOMANDE

1) Quali difficoltà incontra la scienza nell’esaminare l’ambito dello psichico?

2) E’ possibile, in linea teorica, concepire le scienze umane alla stregua di quelle naturali?

3) Descrivi l’oggetto della psicologia, dell’etologia e della sociologia.

L’evoluzionismo

Importanza dell’evoluzionismo

L’evoluzionismo non è propriamente una teoria filosofica, ma ha condizionato tantissimo il mondo della cultura e, in forma determinante, anche la filosofia. In questa sede ci si limiterà a sottolinearne quegli aspetti che hanno particolarmente inciso sul dibattito filosofico.

L’evoluzionismo e il positivismo

L’evoluzionismo ha, in primo luogo, contribuito a incrementare il prestigio delle teorie positivistiche, in quanto sembrava confermarne alcune fondamentali valutazioni: in particolare, l’idea di un progresso continuo, che riguarderebbe tutti gli ambiti dell’esistenza.

L’opera di Darwin
I fondamenti dell’evoluzionismo sono stati esposti dal naturalista Charles Darwin nella sua opera L’origine della specie; interessanti ipotesi evoluzionistiche erano state proposte anche precedentemente e, successivamente a Darwin, saranno formulate ulteriori teorie.

Il rapporto fra le specie e l’ambiente

Darwin afferma che le specie esistenti sono il prodotto di una lunga trasformazione che ha, col tempo, differenziato diverse forme di vita, adattandole all’ambiente. Le modificazioni più adatte a garantire la sopravvivenza della specie venivano trasmesse per via ereditaria.

La lotta per la vita
Secondo Darwin, poiché i mezzi di sussistenza non sono sufficienti a garantire la sopravvivenza di tutti gli individui, si realizza fra loro una lotta per la sopravvivenza, dove risulterà vittorioso il più capace di adattarsi all’ambiente.

La selezione naturale
La selezione naturale è il risultato della lotta per la vita: colui che avrà saputo meglio adattarsi all’ambiente potrà garantirsi i mezzi di sopravvivenza e riuscirà a prevalere sull’individuo più debole.

 
Il pessimismo di Darwin
L’immagine della natura che Darwin ci propone è improntata al pessimismo, in quanto è caratterizzata da una lotta perenne, finalizzata alla distruzione reciproca. E’ un mondo che ricorda lo stato di natura di Hobbes, dove prevale la guerra di tutti contro tutti; assente è invece la solidarietà e il soccorso verso il più debole.

L’evoluzionismo e la religione

La teoria evoluzionistica incontrò, al suo apparire, l’opposizione della cultura religiosa, che vedeva contestata la verità creazionistica (tutte le specie animali sono state create contemporaneamente da Dio). Successivamente la Chiesa manifesterà un atteggiamento meno rigido verso l’evoluzionismo e cercherà di coniugarlo con la propria visione del mondo.

L’evoluzionismo implica l’ateismo?

L’evoluzionismo di per sé non implica l’ateismo, in quanto è sempre possibile considerare la divinità come creatrice di quel primo elemento da cui, per logica evoluzionista, è derivato tutto il reale. Molti filosofi dell’Ottocento, però, videro nell’evoluzionismo una teoria che permetteva di concepire l’esistenza dell’universo senza ricorrere a Dio. Darwin affermò che l’evoluzionismo poteva essere pensato in sintonia col credo religioso anche se, a suo parere, la crudele immagine del mondo che trasmetteva non si confaceva a un Dio inteso come misericordioso.

Le obiezioni rivolte all’evoluzionismo

Oltre alle critiche di valore culturale, l’evoluzionismo fu contestato anche in base a valutazioni scientifiche; in effetti la teoria presentava diverse lacune, che lo stesso Darwin non riusciva completamente a risolvere.

Insignificanza delle variazioni

Le variazioni che permettevano all’individuo di adattarsi meglio all’ambiente erano troppo piccole, all’inizio, per poter influire sulle condizioni di vita; quindi non vie era necessità che sopravvivesse il piccolo in cui, per la prima volta, si manifestava la variazione.
 
 
ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Evoluzionismo – Relazione individuo/ambiente – Lotta per la vita – Selezione naturale – Teoria creazionistica

DOMANDE

1) Quale importanza possiede la teoria evoluzionistica per la disciplina filosofica?

2) Quale contributo diede l’evoluzionismo al positivismo?

3) Come interpreta Darwin il rapporto fra l’individuo e il suo ambiente.

4) Chiarisci il significato dei due principi fondamentali dell’evoluzionismo: la lotta per la vita e la                                  selezione naturale.

5) Perché la teoria di Darwin ci rimanda una immagine della natura pessimistica?

6) Quale reazione suscitò l’evoluzionismo nella cultura religiosa?

7) Riprendi un’obiezione scientifica fondamentale rivolta all’evoluzionismo.

 

Herbert Spencer
            (1820 – 1903)
Evoluzionismo e filosofia
Herbert Spencer propose la prima grande interpretazione filosofica dell’evoluzionismo. Ai suoi occhi questa teoria non era propria esclusiva dell’ambito naturale, ma doveva rappresentare, a livello più generalmente culturale, il concetto di progresso.

Il progresso
Il progresso è inteso da Spencer quale principio cosmico, che può essere individuato in tutti gli aspetti della realtà. Questa tende infatti a progredire, passando da uno stato di semplicità a uno più complesso; sono le leggi dell’evoluzione che determinano questo differenziarsi delle diverse forme d’esistenza.

L’inconoscibile
Il punto di partenza della filosofia di Spencer è il concetto di inconoscibile, che esprime l’impossibilità dell’uomo di accedere alla verità ultima. Questa distinzione, non certo originale, era stata finora interpretata come la prova della sostanziale diversità fra scienza e religione: la prima agisce in un ambito limitato, accessibile all’intelligenza umana, la seconda propone un rapporto fideistico con l’assoluto.

La convergenza di scienza e religione

Per Spencer, invece, il concetto di inconoscibile realizza una convergenza paradossale fra scienza e religione, in quanto ne sottolinea un principio comune: entrambe le discipline riconoscono la realtà dell’inconoscibile, ossia l’impossibilità per l’uomo di cogliere l’essenza dei fenomeni.

I compiti di scienza e religione

Sulla base di questo identico riconoscimento le due discipline diventano consapevoli dei loro compiti: la scienza continua a ricercare verità particolari, sempre più generali, ma con la consapevolezza di non poter mai raggiungere la verità ultima. La religione, attraverso la fede, propone un rapporto con l’assoluto, di carattere non conoscitivo.

L’assoluto
D’altra parte, secondo Spencer, sia la scienza sia la religione tendono, nell’ambito dei rispettivi metodi, a cogliere l’assoluto: la scienza avvicinandovisi sempre più, senza però poterlo raggiungere, la religione proponendo all’uomo l’assoluto come necessità, ricordandogli cioè che la dimensione della quotidianità non ha senso se non la si riferisce a una verità eterna.

La filosofia
Spencer precisa, successivamente, anche il ruolo della filosofia, disciplina che stabilisce una sorta di collegamento fra la scienza e la religione: la filosofia è infatti una conoscenza di carattere generale, che intende unificare dei dati. La scienza cataloga fatti particolari per coglierne principi generali, la filosofia parte invece da questi principi generali, per offrire un’interpretazione complessiva del mondo.

I principi generali della scienza

I principi più generali cui è giunta la scienza sono tre:
1) l’indistruttibilità della materia
2) la continuità del movimento
3) la persistenza della forza.
Da questi tre principi la filosofia coglie la legge propria di tutto l’universo: la legge dell’evoluzione, che possiede alcune specifiche caratteristiche.

Il passaggio alla forma coerente

L’evoluzione, innanzitutto, determina sempre un passaggio da una forma meno coerente a un’altra più coerente; un esempio proposto da Spencer è la formazione del sistema solare, la cui evoluzione ha dato luogo a un complesso di rapporti di assoluta razionalità.

Il passaggio dall’omogeneo all’eterogeneo

Questo passaggio potrebbe sembrare in contrasto con il precedente, se si commettesse l’errore di identificare la coerenza con l’omogeneità. Nel corso dell’evoluzione, infatti, gli organismi diventano sempre più complessi, dando origine a forme eterogenee. Per omogeneo si intende infatti un organismo biologico ancora primordiale, semplice nella sua costituzione; col tempo, tali organismi sono diventati sempre più complessi. Anche l’ambito linguistico, secondo Spencer, presenta una trasformazione da forme omogenee a eterogenee.

Il passaggio dall’indefinito al definito

Quest’ultimo passaggio previsto da Spencer precisa, in alcuni aspetti, il precedente; la forma omogenea è, infatti, indefinita ma, nel corso dell’evoluzione, la materia e l’organismo assumono un aspetto eterogeneo sempre più definito.

Necessità dell’evoluzione
L’evoluzione è, a parere di Spencer, un processo necessario che coinvolge tutto l’essere; se non si realizzasse una coerente e definita eterogeneità l’universo rimarrebbe instabile.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Progresso – Inconoscibile – Scienza – Religione – Assoluto – Filosofia – Principi generali della scienza – Indistruttibilità della materia – Continuità del movimento – Persistenza della forzaLegge dell’evoluzione – Dalla forma incoerente alla forma coerente – Dall’omogeneo all’eterogeneo – Dall’indefinito al definito – Necessità dell’evoluzione

DOMANDE

1) Riprendi le considerazioni di Spencer sull’evoluzionismo.

2) Per Spencer l’evoluzionismo è solo una teoria scientifica?

3) Come intende Spencer il progresso?

4) Spiega il concetto di inconoscibile.

5) Per quale motivo l’inconoscibile realizza una convergenza fra scienza e religione?

6) Precisa il rapporto di scienza e religione con l’assoluto.

7) Quale funzione spetta, secondo Spencer, alla filosofia?

8) Riassumi i tre principi generali della scienza.

9) Individua i tre momenti della legge dell’evoluzione.

10) Spiega il passaggio da una forma meno coerente a una più coerente.

11) Illustra il passaggio dall’omogeneo all’eterogeneo…

12) e dall’indefinito al definito.

13) Perché per Spencer l’evoluzione è una necessità?

 
L’evoluzionismo nelle diverse scienze

Successivamente, Spencer, applica la legge dell’evoluzione a diverse discipline, per dimostrare il carattere universale del principio evoluzionistico: la biologia, la psicologia, la sociologia.

La biologia
In ambito biologico, evidentemente, Spencer si rifà alle classiche dottrine dell’evoluzionismo; egli propende per una considerazione dell’evolversi dei fenomeni organici, sintetica delle posizioni di Darwin e di Lamarck (altro importante teorico dell’evoluzione).

La psicologia
La sostanza spirituale che costituisce la coscienza è, a parere di Spencer, inconoscibile; d’altra parte, la psicologia mantiene un ruolo di prim’ordine in merito alla teoria evoluzionistica, in quanto la coscienza ha una responsabilità decisiva nella realizzazione dell’adattamento. La psicologia allora, non potendo cogliere l’essere della sostanza spirituale, si limita a studiarne le manifestazioni.

Psicologia soggettiva e oggettiva

Spencer distingue la psicologia in oggettiva e soggettiva: la prima ricerca le cause di carattere fisiologico alla base di alcuni fenomeni psichici; la seconda, invece, presiede l’evoluzione dei processi intellettuali (istinto, memoria, ragione).

L’a priori dell’individuo
Nell’analisi psicologica, Spencer propone un’interessante considerazione del concetto di a priori, che lo porta ad accettare in parte l’impostazione gnoseologica kantiana ma, nel contempo, a precisarla in senso evoluzionistico. Bisogna distinguere, secondo Spencer, fra a priori dell’individuo e a priori della specie: i primi sono reali, in quanto esistono delle conoscenze che l’individuo possiede precedentemente al suo rapporto con l’esperienza.

Le acquisizioni della specie
Tali a priori, però, sono il risultato di precedenti acquisizioni che, una volta divenute patrimonio generale della specie, vengono trasmesse ereditariamente alle successive generazioni. Esistono dunque a priori individuali, frutto comunque di precedenti conoscenze.

Gli a priori e la verità
Gli a priori non sono di per sé veri, in quanto potrebbero essere il frutto di una conoscenza errata. Sono dunque sempre modificabili nel corso dell’evoluzione.

La sociologia
La sociologia descrive le istituzioni sociali ma, secondo Spencer, non può prevedere la loro evoluzione. Lo sviluppo sociale deve essere lasciato all’azione spontanea dei principi evolutivi, che lo realizzano con la dovuta gradualità.

Liberalismo e moderatismo
Il corso dell’evoluzione non va contrastato e, di conseguenza, Spencer critica, in sintonia con le posizioni liberali, qualsiasi intervento dello Stato finalizzato a condizionare lo sviluppo economico e ogni concezione politica rivoluzionaria che vorrebbe accelerare l’iter della evoluzione.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Biologia – Psicologia – Psicologia oggettiva – Psicologia soggettiva – A priori dell’individuo – A priori della specie – Sociologia

DOMANDE

1) Precisa le posizioni di Spencer in merito alle dottrine di Darwin e Lamarck.

2) Quali sono i limiti della psicologia e a che cosa si deve limitare questa disciplina?

3) Distingui tra psicologia oggettiva e soggettiva.

4) Perché esiste un a priori dell’individuo e non un a priori della specie?

5) L’a priori dell’individuo è vero?

6) Qual è il compito della sociologia?

7) Perché Spencer opta per una posizione politica moderata?