24
Nov
2006

Destra e sinistra hegeliana, Feuerbach

CAPITOLO QUINTO

LA CRISI DELL’HEGELISMO

Il successo della filosofia hegeliana

Abbiamo visto come Hegel considerasse il proprio pensiero il compimento dell’intera disciplina filosofica che, d’ora in poi, doveva unicamente adeguare i nuovi avvenimenti all’interno della concezione idealistica hegeliana del mondo. Questa convinzione veniva confermata dallo straordinario successo di Hegel quale docente universitario; le sue lezioni erano molto seguite e quasi tutto il corpo accademico proseguiva le proprie ricerche in sintonia con la corrente filosofica dell’hegelismo.

La crisi della filosofia hegeliana

Hegel muore prematuramente nel 1831; da quella data la filosofia hegeliana viene investita da una crisi pressoché definitiva, che, in poco tempo, la conduce a perdere tutti i favori di cui aveva goduto sino ad allora nel mondo accademico. Probabilmente è una delle crisi più rapide e vistose mai realizzatasi nella storia della filosofia.

Le motivazioni della crisi
Le motivazioni di questa crisi possono apparire ovvie: nessuna filosofia può concepirsi come definitiva e arrestare, così, la curiosità teoretica dell’uomo; era inevitabile che tale disegno universalistico andasse in crisi e che la realtà si dimostrasse non sempre, in tutte le sue manifestazioni, aderente al principio hegeliano di razionalità.

Un doppio superamento dell’hegelismo

Il superamento della filosofia hegeliana si realizza in due atteggiamenti teoretici contrapposti: da una parte, il pensiero di Hegel è modificato dai suoi stessi discepoli i quali, pur considerando fondamentali alcuni principi dell’hegelismo, ritengono di doverlo trasformare, a volte radicalmente, in alcune sue fondamentali concezioni. Questa svolta sarà inaugurata, all’inizio, dalla cosiddetta sinistra hegeliana e, successivamente, dal pensiero di Karl Marx.

Il totale rifiuto della filosofia hegeliana

L’altra forma di superamento dell’hegelismo è molto più radicale, in quanto ritiene di dovere totalmente respingere l’impianto filosofico di Hegel, considerato una costruzione astratta, inutile e ingannevole. Alla considerazione della realtà come universale si contrappone il valore imprescindibile della singolarità, incapace di fondersi in altre, totalizzanti, dimensioni dell’esperienza. A farsi carico di questa radicale contestazione del pensiero di Hegel sono, in particolare, le filosofie di Arthur Schopenhauer e Soreen Kierkegaard, che esamineremo nei prossimi capitoli.

DOMANDE

1) Quale fu l’accoglienza, nel mondo accademico tedesco, della filosofia hegeliana?

2) Per quale ragioni l’hegelismo entrò in una rapida crisi?

3) Descrivi il duplice superamento filosofico dell’hegelismo.

LA DESTRA E LA SINISTRA HEGELIANA

Hegel e il potere prussiano
La filosofia di Hegel s’impose con molto successo nel mondo accademico germanico anche grazie al favore dimostratogli dal potere politico prussiano. Le ragioni di questo consenso stavano nel fatto che Hegel, in alcune particolari figure della sua filosofia politica, sembrava rispecchiare alcune istituzioni prussiane; la giustificazione razionale dell’esistente sembrava, in questo modo, realizzare una completa legittimazione del potere esistente.

La crisi del rapporto con il potere prussiano: la religione

Dopo la morte di Hegel, questo atteggiamento del governo prussiano nei confronti della filosofia hegeliana si trasformò in aperta ostilità, da quando una parte dei discepoli trasse le dovute conseguenze dalla riflessione di Hegel sulla religione. Si tenga presente come l’ambito religioso era uno dei più delicati da affrontare per i filosofi, in quanto attentamente controllato dalla censura: Kant era stato invitato a non pubblicare il suo scritto La religione nei limiti della pura ragione e Fichte, lo ricorderete, era stato allontanato dall’insegnamento universitario in quanto colpevole, secondo i suoi accusatori, di ateismo.

Il rapporto fra religione e filosofia nel sistema hegeliano

In effetti, nei confronti della cultura religiosa dominante, la filosofia di Hegel assumeva una posizione ambigua: da una parte affermava la superiorità del cristianesimo rispetto a tutte le altre tradizioni religiose, dall’altra però sembrava sostenere la priorità della verità filosofica su quella religiosa.

L’universalità nella religione e nella filosofia

Nella religione l’universalità è compresa dallo spirito in una forma oggettiva, esterna al soggetto e, proprio per questo, ancora inadeguata. Solamente la filosofia riesce a comprendere la totalità in modo finalmente adeguato, come unità di soggettivo e oggettivo.

Il filosofo non ha più bisogno della religione

In alcuni passi, Hegel sembra indicare come la religione sia una forma di conoscenza dell’universale adatta a coloro le cui capacità intellettuali non consentono una conoscenza dello Spirito in quanto concetto; il filosofo invece, essendo capace di comprendere l’universalità nella sua essenza e non solo come rappresentazione esterna, non ha più bisogno delle considerazioni del sapere religioso.

Le preoccupazioni del potere ecclesiastico

Ovviamente queste conclusioni preoccuparono moltissimo le autorità politiche e religiose, in quanto auspicavano un abbandono della devozione religiosa a favore dell’applicazione intellettuale.

La destra hegeliana
S’intende con destra hegeliana l’insieme dei discepoli più anziani di Hegel che contestavano l’autonomia della filosofia rispetto alla religione; secondo loro, poiché il contenuto della religione e della filosofia era identico, la disciplina filosofica si limitava esporre la verità religiosa in forma concettuale.

La sinistra hegeliana
Il gruppo della sinistra, detto anche dei giovani hegeliani, sosteneva invece le posizioni più radicali, rivendicando l’inutilità della religione per colui che diventava consapevole della verità filosofica. La religione è solo una forma propedeutica della verità, destinata a coloro che non sono in grado di coglierla come puro concetto, ma inutile per i filosofi, che la comprendono nella sua autentica essenza.

David Strauss
Un emblematico esempio di come questa interpretazione potesse disgregare la cultura religiosa lo si ebbe con David Strauss, un pastore evangelico che si allontanò dalla propria attività r una volta abbracciati i principi della filosofia hegeliana.

 
La vita di Gesù
Nel 1835 Strauss pubblico l’opera La vita di Gesù, dove negava realtà storica alla personalità di Cristo: la vita di Gesù sarebbe unicamente un mito, ovvero una realtà metafisica resa comprensibile attraverso una narrazione esemplare. Tale trasposizione mitologica è inutile per colui che ha compreso concettualmente, attraverso le opere di Hegel, la verità metafisica.

Bruno Bauer Arnold Ruge
Altri due importanti esponenti della sinistra hegeliana furono Bruno Bauer e Arnold Ruge: il primo si dedicò essenzialmente alla problematica religiosa; dapprima su posizioni vicine alla destra e critico di Strauss, cambiò radicalmente convinzioni fino a negare l’esistenza storica di Cristo. Arnold Ruge trasferì la critica religiosa alla sfera politica, favorendo le successive ricerche del giovane Karl Marx.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Filosofia hegeliana e potere prussiano – Rapporto fra religione e filosofia – Destra hegeliana – Sinistra hegeliana – Storicità di Cristo – Mito

DOMANDE

1) Per quale motivo la filosofia di Hegel era apprezzata dal potere politico prussiano?

2) Quali furono i motivi che interruppero questo rapporto di favore?

3) Individua le ambiguità, all’interno del sistema hegeliano, del rapporto tra filosofia e religione.
 
4) Sintetizza le posizioni della destra e della sinistra hegeliana.

5) Perché, secondo la destra, la filosofia non faceva altro che confermare la verità religiosa?

6) Descrivi la figura di David Strauss, come particolarmente significativa per intendere i principi                         della sinistra hegeliana.

7) Riporta le tesi contenute ne La vita di Gesù.

8) Richiama il ruolo di Bruno Bauer e Arnold Ruge all’interno della sinistra hegeliana.

LUDWIG FEUERBACH
(1804 – 1872)

L’importanza di Feuerbach
Ludwig Feuerbach partì dalle analisi della sinistra hegeliana e, attraverso una loro radicalizzazione, giunse su posizioni fortemente critiche sia verso l’intera filosofia hegeliana sia nei confronti della religione.

La critica a Hegel
Feuerbach individua nell’impostazione della filosofia hegeliana una sostanziale mistificazione, laddove tutto ciò che è concreto e reale viene subordinato, sul piano ontologico, a un’idea che è, invece, una pura produzione del pensiero.

 
 
L’inversione fra soggetto e predicato

In Hegel si realizza un’inversione fra il soggetto e il predicato, per cui ciò che produce il pensiero, la materia, viene invece considerata prodotta dal pensiero; ciò che è reale dipende da ciò che è ideale e il concreto è puramente una qualità dell’idea astratta.

Il rovesciamento del sistema hegeliano e il materialismo

Il sistema hegeliano va dunque totalmente rovesciato, in maniera da dare dignità di soggetto alla materia e considerare il pensiero e l’astratto come una produzione della realtà materiale. Dall’idealismo hegeliano deriva, così, una filosofia materialista, che considera la materia e le singole determinazioni come l’essere concreto dal quale si formano, per astrazione logica e senza costituire un reale essere, i concetti universali.

Esempi
La specie, per esempio, è solo un concetto astratto col quale intendiamo più individui, ma sono questi ultimi a costituire l’autentica realtà, l’unica alla quale si può attribuire un’esistenza concreta. I singoli individui o i singoli oggetti costituiscono -e solo loro!- la realtà; tutti i concetti generali sono solo delle astrazioni, utili per la comunicazione umana ma privi di essere.

Il materialismo inaugura una nuova filosofia

A parere di Feuerbach la filosofia di Hegel ha concluso una tendenza secolare della filosofia, quella di considerare l’astratto superiore al concreto; il materialismo è dunque una corrente di pensiero destinata a modificare radicalmente la disciplina filosofica, che, finalmente, può dare un’immagine adeguata della realtà.

Il materialismo applicato alla religione

Quest’inversione fra ideale e materiale viene applicata da Feuerbach anche al sapere religioso, per offrire un contributo definitivo alla discussione che aveva così profondamente scosso l’ambiente dei discepoli di Hegel.

Dio è un prodotto della mente umana

Secondo Feuerbach Dio non sarebbe altro che il prodotto della mente dell’uomo, una creazione fantastica che è stata concepita per specifiche ragioni legate alla condizione umana.

Le cause della produzione di Dio

Feuerbach offre diverse motivazioni per spiegare questa produzione di Dio da parte della mente umana: in linea di massima l’uomo, spaventato dalle potenze naturali e avvertendo la propria debolezza, ha proiettato in un essere esterno tutte quelle qualità di assoluta perfezione che egli vorrebbe avere, ma che la natura gli nega.

Dio come perfezione
Dio è allora l’immagine di un essere dotato di qualità umane a un grado perfetto, dal quale l’uomo primitivo si attende protezione.

L’alienazione religiosa
Il concetto di alienazione religiosa è quello che sintetizza la concezione feuerbachiana: l’uomo ha alienato parte delle sue qualità in Dio e questa realtà ha finito per assumere un’ importanza tale da dominare il suo creatore.

Il paradosso dell’alienazione religiosa

Il paradosso di questa creazione di Dio da parte dall’uomo sta dunque in questo: l’uomo è dominato da una potenza che ha assunto una dimensione oggettiva (avendo dato luogo a istituzioni, classi sociali, leggi, convinzioni morali) pur essendo in realtà un prodotto della sua mente.

Utilità dell’ateismo
Feuerbach sostiene dunque una posizione atea, non solo per convinzioni teoretiche, ma anche perché ritiene l’ateismo capace di dare una svolta positiva alla storia dell’umanità: difatti l’uomo, negando il prodotto della sua mente, si riapproprierebbe di tutte quelle qualità che ha alienato in un falso essere trascendente.

L’uomo assume su di sé la trasformazione del mondo

Tutto ciò che accade nel mondo, allora, non è più il frutto della volontà di Dio ma unicamente il risultato delle azioni concrete degli uomini, ai quali spetta una totale responsabilità. E’ chiaro che questa convinzione di Feuerbach ha una notevole conseguenza sul piano sociale: infatti, rivalutando il comportamento umano come fondamentale per le sorti del mondo, si attribuisce molta più importanza alle diverse forme di convivenza sociale, finalizzate al bene comune.

L’ateismo come dovere
L’ateismo diventa allora per Feuerbach, più che una scelta individuale, un dovere morale dell’individuo, che solo in questo modo libera l’umanità da quei gravami che ne impediscono lo sviluppo.

L’antropologia di Feuerbach
La spiegazione di Feuerbach in merito all’origine della religione si fonda su un‘analisi di carattere antropologico; egli cioè spiega il fenomeno in base a particolari caratteri della natura umana: l’umanità, diventata consapevole della sua natura, può alla fine emanciparsi.

L’umanesimo di Feuerbach
La filosofia di Feuerbach riporta dunque l’uomo al centro del mondo, ne fa l’autentico soggetto di ogni azione; non è più, come accadeva in Hegel, il semplice strumento di una volontà superiore; con l’espressione umanesimo feuerbachiano si intende affermare questa centralità del singolo essere umano, ribadita dal filosofo nei suoi scritti.

ESPRESSIONI SIGNIFICATIVE

Rovesciamento di soggetto e predicato – Materialismo – Produzione di Dio da parte dell’uomo – Alienazione religiosa – Ateismo – Antropologia – Umanesimo di Feuerbach

DOMANDE

1) A quale sviluppo Feuerbach sottopose le tesi della sinistra hegeliana?

2) Riassumi la critica di Feuerbach a Hegel.

3) Per quale motivo Feuerbach ritiene che, in Hegel, soggetto e predicato siano capovolti?

4) Quale ruolo storico possiedono, per Feuerbach, la filosofia di Hegel e il                                                                              materialismo?

5) Riprendi l’interpretazione feurbachiana della religione.

6) Per quali motivi l’uomo dà origine a Dio?

7) Definisci l’alienazione religiosa e illustrane il paradosso.

8) Quale utilità morale possiede l’ateismo?

9) Perché l’ateismo è un dovere?

10) Spiega il concetto di antropologia.

11) Per quale motivo, nell’illustrare la filosofia di Feuerbach, si utilizza il concetto di umanismo?