16
Nov
2006

L’universo in Nicola Cusano

Presentazione dell’ universo anti aristotelico di Cusano

La concezione dell’universo in Cusano

Sono diverse le intuizioni di Cusano riguardo la struttura dell’universo che lo portano ad anticipare alcune formulazioni della teoria copernicana; addirittura ne coglie alcune conseguenze di ordine fisico che lo stesso Copernico non era stato in grado di concepire e che, invece, saranno più tardi argomentate da Keplero, Galilei e Cartesio.
Per esempio, secondo Cusano è falsa l’idea aristotelica – ancora accettata da Copernico – che la sfera sovralunare sia incorruttibile in quanto formata da una materia perfetta, l’etere. E’ interessante soprattutto la giustificazione filosofica offerta da Cusano a quest’ultima asserzione: nessuna parte dell’universo ha più valore di un’altra, in quanto sono tutte precarie, materiali e imperfette. La perfezione, come sappiamo, è attributo confacente soltanto alla persona divina. L’idea che ogni parte dell’universo e imperfetta e, quindi, equivalente alle altre è già di per sé capace di scardinare un fondamentale concetto morale del medioevo: l’uomo non si trova affatto in un punto privilegiato dell’universo (il centro, a testimonianza dell’interesse prioritario di Dio verso l’uomo), ma in un punto qualunque. Egli non è quindi protetto, coccolato, salvaguardato; l’universo non è stato creato per le sue esigenze ma esso, nella sua infinità, è assolutamente indifferente nei confronti del destino umano. Se ne deduce che l’uomo deve, con le proprie forze, cercare di conquistarsi uno spazio vitale, che la felicità del suo destino è interamente nelle sue mani.
Ne deriva un’altra fondamentale conclusione di tipo astronomico: la terra si muove in quanto, non occupando il centro, deve anch’essa rapportarsi in modo razionale e definito al movimento degli altri pianeti. Le caratteristiche naturali che osserviamo sulla terra – e cioè i deprecati fenomeni di generazione e corruzione, secondo Cusano si verificano probabilmente in tutti gli altri pianeti. Certo le stelle ci appaiono luminose mentre la terra sembra non esserlo; ma, probabilmente, se noi vedessimo la terra da così grande distanza ci apparirebbe essa stessa luminosa. Come notate, l’intenzione di Cusano è quella di uniformare l’intero universo in caratteristiche simili – la mutazione si estende praticamente dappertutto – per affermare che in esso non vi sono parti privilegiate. Ovviamente, questa totale uniformità non esclude che ci siano altri esseri viventi e altre forme di civiltà in pianeti diversi e distanti dal nostro.
Se la terra non occupa più un posto privilegiato dell’universo – e di conseguenza anche l’uomo – non ha più senso concepire l’universo come spazio finito nel quale ci si possa orientare in modo preciso. L’universo non ha centro – e infatti la terra, contrariamente a quanto affermato da Aristotele – non lo occupa; ma se non ha centro vuol dire che è infinito, che la sua estensione non ha limiti.
Notate, in questo caso, come Cusano – cambiando le carte dell’universo – azzardi un’ipotesi cui Copernico non aveva mai pensato e che persino Galileo Galilei – nel suo Dialogo sui massimi sistemi – aveva con molta cautela avanzato: quella dell’infinità dell’universo. Se non c’è più bisogno di un centro dell’universo, se l’uomo non occupa più una posizione privilegiata, allora la possibilità di estensione dello spazio non avrà limiti, così come la possibilità umana di studiarlo e di estendere indefinitivamente la sua conoscenza. Ricordate quanto dicevamo presentando la filosofia di Cusano: la conoscenza umana si può estendere all’infinito proprio perché essa non può mai superare l’infinito stesso, là dove si colloca la perfezione divina. Capiamo però anche meglio il concetto di contractio [cfr. p.113], laddove l’universo considerato nella sua interezza – cioè in quanto infinità – finisce per rivelare Dio stesso. Questo è il senso dell’affermazione cusaniana secondo la quale “Dio è il centro e la circonferenza del mondo”: Dio, in quanto infinito, non ha né centro né circonferenza e, quindi, la sua immagine e sovrapponibile a quella dell’universo – ricordate la contractio! – considerato come totalità illimitata.
Le considerazioni di Cusano si estendono poi a diversi fenomeni fisici; anche queste sono importanti e, in alcuni casi, dimostrano geniali intuizioni. Addirittura, secondo alcuni studiosi, Cusano avrebbe proposto per primo una formulazione del principio di gravità.